Il coraggio della fedeltà

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Aldo Lisetti

 Storia del colonnello dei Carabinieri Enrico Lisetti (1904 - 1974)

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INDICE GENERALE

Premessa pag. 7

CAPITOLO I

Guerra alla mafia in Sicilia » 11

CAPITOLO II

Origini e famiglia » 31

CAPITOLO III

Guerra in Africa Orientale » 47

CAPITOLO IV

Guerra nei Balcani e sul fronte greco-albanese » 77

CAPITOLO V

Guerra in Italia » 123

CAPITOLO VI

Guerra alle bande criminali e fine di una brillante carriera » 143

FONTI - INDICI

Fonti » 179

Bibliografia essenziale » 181

Indice dei nomi di persona » 183

Indice dei luoghi » 187

PREMESSA: Il percorso della memoria sulla Seconda guerra mondiale, dopo oltre sessant’anni, è importante per informare e richiamare l’attenzione delle nuove generazioni su eventi e situazioni che hanno sconvolto la vita del popolo italiano e di tante altre Nazioni. Personalmente considero la memoria del passato fondamentale per la vita e la storia degli uomini. Su di essa si costruisce il futuro, cercando di evitare la ricaduta negli errori commessi soprattutto dalle generazioni precedenti.

Impegnato da anni nella ricerca storica e nella scrittura di saggi, ho avuto l’opportunità di raccogliere testimonianze e documenti inediti su vicende e persone che avevano partecipato al conflitto mondiale o l’avevano subito nel tragico passaggio dei fronti di combattimento sui territori attraversati dalla famigerata linea di resistenza tedesca “Gustav”. Su di essa, come noto, si riversò, per nove mesi, tutto il potenziale bellico delle truppe angloamericane, che avanzando dal meridione d’Italia furono costrette a fermarsi sulla sponda sinistra del fiume Garigliano, confine tra la Campania e il Lazio.

La guerra la vissi da bambino, sfollato a Formicola, un paesino della provincia di Caserta, che venne a trovarsi nella morsa dei due eserciti contrapposti. Forse proprio per questo – eletto, per arcano destino, Sindaco di Campodimele in provincia di Latina dopo essere andato in pensione dallo Stato - mi sono sentito coinvolto nei racconti degli anziani, riscoprendo quanti morti, quante violenze inaudite avessero subito le popolazioni. Soprattut to le donne e i bambini, rimasti in paese mentre gli uominierano lontani, su altri fronti. Bambini, donne e vecchi che furono vittime, prima, dell’occupazione prepotente, irosa e vendicativa delle truppe tedesche e, poi, delle inaudite violenze delle truppe di colore del generale francese Juin. Nella mia persistente ricerca, mi sono trovato ad aprire “cassetti della vergogna”, rimasti chiusi anche nelle case private per sessant’anni, e “armadi degli scheletri” in alcuni archivi, dimenticati nei sotterranei ministeriali dagli anni della guerra.

Con la prima raccolta di documenti e testimonianze ho pubblicato, nel 2002, il libro “Silenzi di guerra”, suscitando diffuso interesse e soprattutto il coraggio di altri testimoni a svelare alcuni intimi segreti.

In conseguenza è sorto tra la popolazione locale uno spirito di partecipazione che ha indotto l’Amministrazione comunale ad organizzare, il 3 settembre 2003 - ricorrenza del 60° anniversario della firma, a Cassibile, dell’armistizio e delle battaglie del Garigliano e dei Monti Aurunci - una cerimonia civile, militare e religiosa, che ha visto il Ministro della Difesa, Antonio Martino, come presidente del Comitato d’Onore. Ne sono conseguite conferenze e tavole rotonde con la partecipazione di storici e politici. Tra essi i docenti Gabriella Gribaudi, Pasquale Maffeo, Arcibaldo Miller, il giornalista Marcello Caliman, i senatori Oreste Tofani.

Riccardo Pedrizzi, Mario Palombo, Michele Forte, l’onorevole Strefano Zappalà. Nel frattempo, con unanime consenso del Consiglio comunale, ho proposto e ottenuto, il 23 novembre successivo, la concessione della Medaglia d’Argento al Merito Civile per il Gonfalone municipale da parte del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

A conclusione di una nuova raccolta di testimonianze e documenti, ho pubblicato nel 2005 un volume illustrato con il titolo “Martiri ed Eroi tra Pastori Aurunci”, presentato a Formia, il 24 maggio 2005, dal Senatore Claudio Fazzone e dal Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani. Al termine della manifestazione sono stato invitato, da quest’ultimo, a far parte di un “team” di storici per redigere una relazione generale sulla guerra in provincia. Detto fatto: il 25 aprile 2006, il Presidente della Repubblica ha conferito, nel corso di cerimonia ufficiale al Quirinale, la Medaglia d’Oro al Merito Civile al Gonfalone della Provincia di Latina.

Lo straordinario riconoscimento, concesso a poche province italiane, ha dato forza e valore all’unità del territorio e della sua popolazione, risultato molto importante tenuto conto della recente istituzione della provincia stessa, avvenuta nel 1934. Il Presidente Cusani, quindi, ha giustamente deciso di avviare un “percorso della Memoria” nei comuni decorati di Medaglie, svolgendo in ciascun luogo cerimonie, inaugurazione di cippi o monumenti, mostre documentali e presentazioni di saggi storici dedicati ad una delle figure più rappresentative tra gli Eroi o i Caduti in guerra originari del posto.

Il “Percorso” ha avuto inizio, il 27 luglio 2006, proprio da Campodimele, dove ricoprivo ancora la carica di Sindaco. La cerimonia civile, militare e religiosa si è conclusa con l’inaugurazione di un bassorilievo e di una targa in bronzo dedicati simbolicamente “A Maria, alle altre” ovvero alle Donne dei Monti Aurunci, Ausoni e Lepini vittime del Corpo di spedizione francese.

Da detta data, con la frequenza di due-tre manifestazioni all’anno, si sono svolte cerimonie analoghe nei comuni di Castelforte, Santi Cosma e Damiano (nel 2006), Cisterna di Latina, Ponza (nel 2007), Priverno, Gaeta, Lenola (nel 2008), Itri, Spigno Saturnia (nel 2009), Marina di Minturno e Roccagorga (nel 2010). Durante il “Percorso” ho offerto piena e costante collaborazione al presidente della Provincia – anche nella veste di Delegato provinciale alla sicurezza sociale, incarico da lui conferitomi nel 2007 – rappresentandolo in più circostanze in alcune cerimonie ufficiali. In particolare, d’iniziativa oppure a sua richiesta, ho scritto libri o saggi biografici su Eroi e valorosi Combattenti originari dei Comuni interessati. Ho curato anche prefazioni di libri pubblicati da altri autori e illustrato mostre documentali. In questo fervore di lavoro, di riflessioni sulla Seconda guerra mondiale e sui suoi protagonisti, la mente e il cuore mi hanno riportato alle vicende vissute da mio padre, ufficiale dei Carabinieri, che partecipò a tutte le guerre della sua generazione. All’inizio della carriera, da tenente, fu destinato in Sicilia per combattere la mafia; nel 1936 partì volontario per l’Africa Orientale; poi mobilitato per la guerra in Spagna; nel 1939, da capitano, per l’Albania e successivamente sul fronte greco-albanese e in Macedonia; nel 1943, rientrato in Patria, partecipò alla lotta di resistenza, dopo l’8 settembre, e successivamente svolse servizio territoriale in zone dichiarate in stato di guerra sino al 1946. La sua carriera si concluse nel 1950. Conseguì il grado di Colonnello nel Ruolo d’Onore.

Peraltro, credo che lui meriti di essere annoverato tra i valorosi combattenti che la Provincia di Latina ha ritenuto di onorare con un ricordo, perché mio padre, pur essendo nato a Parma, visse sin da bambino in provincia di Caserta e frequentò annualmente, con la sua famiglia, Scauri, Marina di Minturno e Gaeta, che fecero parte, sino al 1934, proprio della provincia di “Terra di Lavoro”. Inoltre, si trovò coinvolto dagli eventi bellici e operò, nel 1943, nella fascia di territorio, tra il Volturno e il Garigliano, sconvolto dal passaggio dei fronti di combattimento e dalla forte resistenza della famigerata linea “Gustav”, a pochi chilometri, quindi, dalla neoprovincia di Latina. In conclusione, dopo aver scritto per gli altri, per tanti valorosi combattenti, mi è sembrato giusto, se non doveroso, dedicare questa breve biografia a mio padre. A lui che generosamente offrì la sua esistenza alla Patria, più ancora che alla famiglia, come gli ideali del tempo imponevano agli Ufficiali d’Onore.

Seguendo il suo viaggio esistenziale e, in parte, quello della sua famiglia, ho percorso, attraverso brevi richiami storici, mezzo secolo di vita italiana: dall’eccidio del re Umberto I di Savoia nel 1900, alle espansioni coloniali e, quindi, alle guerre sui vari fronti all’estero e in Italia, sino alla caduta della Monarchia, all’avvento della Repubblica e alla grave minaccia di guerra civile nell’infuocato dopoguerra.

Ho integrato il racconto con ricordi, documenti, fotografie di famiglia e qualche riflessione sul profondo cambiamento della società e delle regole di convivenza nell’ambito militare e civile nel nostro Paese. Le vicende di carriera, le decorazioni e gli encomi solenni riportati nel testo sono stati rilevati dal foglio matricolare di mio padre.

Spero, così, di avere offerto una lettura interessante e piacevole a tutti coloro che amano la nostra storia, nonché recuperare memoria delle ultime guerre e soffermarsi sui valori del passato.

a.l.




Aldo LISETTI
, scrittore e giornalista iscritto all’Ordine, ha pubblicato dal 1986 una trentina di libri di saggistica e di racconti, nonché venti e più annuari e monografie. Tra essi due volumi di respiro nazionale sull’intelligence italiana, Vent’anni nel Sisde, storia dei servizi segreti dalla riforma del 1977 a quella del 2007 (Boiardi Ed. Roma, 2008 ); nonché, i recenti saggi: Silenzi di guerra (Alges, 2003); Martiri ed Eroi tra pastori Aurunci (Campodimele, 2005);Agente Speciale Eroe senza Medaglia (Herald, Roma, 2007); Il Santo dal Cappello Piumato (Ego, Latina, 2007), tutti editi in collane sul percorso della memoria relativo alla Seconda guerra mondiale. 

Di notevole interesse, inoltre, sono i volumi: Shore Patrol, storia degli americani nel golfo di Gaeta (Eurotip, Roma, 1988); Fratelli minori d’Italia (Alges, Gaeta, 1988); La Rivoluzione della Zampogna (Caramanica, Minturno, 1995); Volo sul Parco Naturale dei Monti Aurunci (Alges, 1999); Re, Briganti e Streghe nel Paese dei Longevi (Alges, 2001); Nel Mille e Dintorni (La Sapienza, Roma, 2002). Nel 2009 ha editato, con i caratteri della Kolbe di Fondi: Viaggio di un Carabiniere nella Cultura e nella Politica; Il Premio Polifemo e Criminalità e Sicurezza in Provincia di Latina - Rapporto 2009. Presidente del Sodalizio d’Arte “Portico di Onofrio” dal 1991, svolge intensa attività socioculturale. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il “Premio Nazionale di Cultura 1991” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la “Cittadinanza Onoraria con le chiavi della città” del Comune di Campodimele (LT) nel 1992, il “Premio Italia Nostra” nel 2002, il “Premio Giano Città di Formia” nel 2008.

Nato a Napoli, vive tra Roma e la provincia di Latina. Generale dei Carabinieri nella riserva, nel 1998 è entrato in politica ed ha ricoperto incarichi di responsabilità in vari enti locali a Latina, Gaeta, Lenola, e Campodimele. In quest’ultimo comune è stato Sindaco dal 2002 al 2007. Attualmente è delegato del presidente della provincia di Latina alla sicurezza sociale.



Sito internet: www.aldolisetti.com



Il dato che meglio connota questo documentato volume è la visione di fondo che lo ispira e lo regge. Aldo Lisetti, qui in veste di biografo, ha preliminarmente ripercorso e rivissuto in proprio - in quanto testimone di una parte delle vicende narrate - fatti e momenti che dall’interno di ben delineati rivolgimenti politici e militari danno sostanza e verità al suo racconto. Ne risulta un tessuto che in parallelo disegna e fa crescere per nitidi tratti la storia individuale di una dedizione assoluta all’identità monarchica dell’Italia in cammino, e la storia collettiva degli italiani che, volenti e nolenti, si ritrovano a rendere obbedienza a una dittatura senza nerbo che si dimena tra parate e discorsi a guerreggiare in piccolo, improvvida di mezzi quanto facinorosa di parola, per annettere un impero di deserti e miserie, e infine cadere nella disfatta che non poteva non sopra vvenire. Queste pagine ricostruiscono la vita, che combacia con la continua volontaria presenza in campo, dell’ufficiale dei carabinieri Enrico Lisetti (1904-1974): prima in Sicilia a incalzare e reprimere soffocanti ramificazioni mafiose, poi su frontiere belliche in Africa Spagna Albania Grecia e Macedonia, poi in Irpinia a sgominare bande malavitose costituitesi alla fine della guerra fascista, a Taranto a garantire efficienza di controspionaggio, a Napoli a controllare la tensione suscitata dall’attentato a Togliatti. 

Impavido incursore in divisa che fiutava e viveva lo scontro come occasione di prova, comandante memore e fiero di aver giurato fedeltà al Re e alla Patria, onorò il giuramento ritirandosi a vita privata quando un referendum popolare gli fece sapere che dopo il 2 giungo 1946 avrebbe dovuto servire uno stato repubblicano.

Le battaglie, le traversie, le ferite, con ciò che esse significarono per la famiglia, questo e altro troverà il lettore inoltrandosi nell’appassionata biografia scritta dal figlio Aldo, oggi generale dei carabinieri al vertice della carriera nel ruolo d’onore. Ma nel libro c’è di più. Il ricercatore di professione vedrà rilucere nelle trame il filo rosso di un irredimibile contrasto che corre sotteso a un ventennio di austerità dell’Arma: con una sua carica di energia lievitata e incisa in indimenticabili episodi che costellano i successivi decenni di vicende italiane.

Nel suo specifico, il libro configura un non casuale contributo di chiarimento nel dibattito intorno alla celebrazione del 150° anniversario dell’Unità nazionale.

 
Aldo Lisetti

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